Urban Impressionism Tour, Dardust incanta il pubblico di Roma

Un album che si ispira al bianco e nero delle periferie urbane. Una performance live che tocca le corde più intime dell’anima. Un artista brillante e innovativo che continua a rompere gli schemi. Il tour di Dardust proseguirà in altre città europee tra cui Parigi, Londra e Berlino. A maggio tornerà in Italia con nuove date.

Musica, immagini, luci, parole, energia, condivisione. Il concerto di Dardust, nell’Auditorium della Nuvola di Fuksas all’EUR, seconda tappa italiana di un tour iniziato all’Hangar Bicocca di Milano il 12 marzo, è un’esperienza musicale immersiva, intensa e coinvolgente che trasporta il pubblico in un’altra dimensione per quasi due ore. Un vero e proprio viaggio sensoriale collettivo, molto potente e intimo.

Per introdurre i brani che compongono il suo ultimo album Urban Impressionism, l’artista condivide con grande generosità alcuni racconti personali. Le sue parole sono un invito a riconoscere il valore di una caduta per rinascere, a celebrare anche i fallimenti, ad abbracciare le nostre vulnerabilità, a riempire di bellezza le crepe dell’anima e a liberarci dalle gabbie che ci opprimono e limitano il nostro potenziale. Concetti che si ritrovano in brani come The art of falling o Golden Cage, un riferimento alla pressione generata dalle aspettative sociali e anche alla gabbia dorata del suo successo pop. Quel percorso come produttore musicale, gratificante e costellato di tanti riconoscimenti e premi, ma allo stesso tempo percepito come soffocante da un punto di vista artistico e creativo.

Con Urban Impressionism, quinto progetto discografico dell’artista dopo 7 (2015), Birth (2016), S.A.D. Storm and Drugs (2020) e Duality (2022), Dardust, nome d’arte di Dario Faini, continua a sperimentare, accostare mondi lontani, unire musica classica e musica elettronica. Nella sua dimensione di pianista e compositore, brillante ed eclettico, continua a tracciare un percorso del tutto nuovo e innovativo nel panorama musicale italiano ed europeo. Questa volta, lasciandosi ispirare dalla pittura impressionista e dall’architettura brutalista delle periferie per creare un disco che lui stesso ha definito essenziale, con un tocco minimalista, spogliato di tutti gli elementi superflui. E il concerto di Roma rispecchia completamente l’anima dell’album.

Sul palco della Nuvola, insieme a Dardust, un trio d’archi composto da Alessio, Elisa e Andrea Cavalazzi (rispettivamente al violino, violino e violoncello) e Vanni Casagrande alle percussioni. L’allestimento del palco è molto semplice, raffinato, minimalista appunto. Accanto al pianoforte di Dardust, un pianoforte spezzato che rimanda alla copertina dell’album, per terra il bianco e il nero. Bianco e nero che ritorna anche nelle immagini suggestive di Franz Rosati proiettate sullo schermo, in un audio visual curato da Videocittà. Ma sul finale, i colori si insinuano tra le crepe. Un po’ come accade nelle periferie grigie delle città, dominate dal cemento, luoghi marginali, lontani dal centro in senso geografico e metaforico, ma in realtà anche luoghi attraversati dall’arte, dai colori, dalla musica.

Dardust indaga tutti questi spazi fisici ed emotivi, li trasforma in musica e nel farlo racconta il suo mondo interiore. In una società che prova continuamente a comprimere la nostra personalità e ad ingabbiarci in categorie, ruoli e compartimenti stagni, la sua proposta musicale e concettuale rompe gli schemi, tocca le corde più intime dell’anima, meraviglia e trasmette un grande senso di libertà. Dopo i due eventi di Milano e Roma, nelle prossime settimane il Tour di Urban Impressionism farà tappa in tante altre città europee: Barcellona, Madrid, Lisbona, Parigi, Bruxelles, Amburgo, Berlino, Praga, Utrecht, Londra. Mentre a maggio Dardust tornerà in Italia con dieci nuove date.

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